Perché nel concorso c'è la lingua sarda
L'art. 53, comma 6, della L.R. 31/1998 stabilisce che i bandi di concorso della Regione e degli enti prevedono l'accertamento della conoscenza dell'informatica, di almeno una lingua straniera e della lingua sarda. Le parole "e della lingua sarda" sono state aggiunte dalla L.R. 22/2018 (art. 12, comma 5).
Nel concorso ASPAL ci sono 5 quesiti di lingua sarda: per l'idoneità ne servono almeno 3 giusti (art. 11 del bando). Il bando parla di "conoscenza di base": non serve parlare il sardo, ma riconoscere parole, regole di scrittura e norme principali.
Le norme da conoscere
Costituzione e legge 482/1999
L'art. 6 della Costituzione tutela con apposite norme le minoranze linguistiche. In attuazione, la legge 15 dicembre 1999, n. 482 dice che la lingua ufficiale della Repubblica è l'italiano (art. 1) e tutela le lingue e culture delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo (art. 2).
La legge regionale 3 luglio 2018, n. 22
È la legge sulla politica linguistica regionale.
- La Regione assume l'identità linguistica del popolo sardo come bene primario (art. 1).
- La lingua sarda, il catalano di Alghero e il gallurese, sassarese e tabarchino sono parte del patrimonio immateriale della Regione (art. 2). Sardo e catalano di Alghero hanno misure di tutela; sassarese, gallurese e tabarchino misure di promozione e valorizzazione.